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Bombus
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mwbamwbqBombus mwbgLatreille, 1802 è un mwbwgenere di mwcainsetti mwcqimenotteri della mwcgfamiglia mwcwApidae, comunemente noti come mwdabombi. È l'unico mwdqgenere della mwdgtribù mwdwBombini.

Allo stesso modo delle api, i bombi raccolgono il mweqnettare e il mwegpolline per nutrizione. Sono tra gli mwewinsetti impollinatori più importanti e utili per l'ecosistema.

Contents

Nidi
Il volo
Note

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Descrizione

Generalmente più grandi delle comuni api, i bombi sono caratterizzati da una mwhqlivrea gialla e nera, a bande di varia larghezza a seconda della specie; ne esistono delle specie tutte nere o con bande arancioni.

La principale caratteristica di questi mwhwimenotteri è la soffice peluria, detta pubescenza.

I bombi sono decisamente poco aggressivi; le regine e le operaie sono però in grado di pungere e il loro mwiqpungiglione, non avendo seghettatura (a differenza delle mwigapi mellifere), permette loro di pungere ripetutamente.

Biologia

I bombi sono mwjqinsetti sociali che vivono in piccole colonie formate da pochi esemplari e, tranne le femmine fecondate (le regine), non sopravvivono, generalmente, all'inverno. Tali femmine, dopo la morte della colonia, cercheranno un luogo riparato dove trascorrere i rigori della stagione invernale.

In primavera, la regina si sveglierà dal letargo e cercherà dei fiori per nutrirsi e fondare una nuova colonia. I nidi, in genere, vengono costruiti in piccole cavità nel terreno o negli alberi come tane abbandonate, tronchi cavi, fessure tra muri di pietra, ecc.

La regina provvederà a costruire una piccola cella di cera dalla caratteristica forma ad anfora nella quale depositerà alcune uova e che riempirà di cibo. Le prime uova daranno origine a femmine sterili (operaie) che si occuperanno della raccolta del polline e, unitamente alla regina, della costruzione di nuove celle.

Dalla metà dell'estate compaiono le prime femmine in grado di riprodursi. Queste deporranno uova non fecondate che daranno origine ai maschi. I maschi feconderanno le nuove femmine nate alla fine dell'estate le quali daranno vita alla colonia dell'anno seguente.

Tra i bombi esistono anche casi di mwkgparassitismo sociale, in cui la specie parassita depone le proprie uova tra quelle dell'ospite, affidando l'onere delle cure parentali alle operaie della specie ospite (mwkwB. barbutellus, mwlqB. insularis, mwlwmwmaB. vestalis).cite-ref-1[1]

Nidi

I bombi costituiscono delle colonie simili a quelle delle mwnwapi, anche se il numero di individui che compongono la comunità è sensibilmente inferiore, sia perché i bombi non creano colonie che durano più di una stagione, sia perché la femmina fecondata si limita a costruire un piccolo nido per l'inizio della comunità. Il numero di individui della comunità varia da un minimo di circa 50 bombi fino a un massimo di 300 individui (come nel caso del mwoaB. terrestris). Anche se nella maggior parte dei casi i bombi non conservano il loro nido per più di una stagione, alcune specie tropicali vivono nei loro nidi per alcuni anni e in questo caso le comunità possono diventare sensibilmente più grandi.

Al termine dell'mwogestate, l'ultima generazione di bombi di un nido annovera delle regine, che trascorreranno l'mwowinverno in un posto sicuro e temperato, pronte a dar vita a una nuova colonia l'anno successivo. Le regine vivono in genere un anno, ma è possibile che specie mwpatropicali siano anche più longeve. A fine estate, la regina della colonia perde il mwpqferomone con cui assegna alle altre la propria superiorità; nascono così individui fertili che depongono uova non fecondate che daranno poi origine ai maschi riproduttori che le feconderanno. La regina verrà divorata dalle operaie, che moriranno con l'arrivo dei primi freddi.

Alimentazione

I bombi si nutrono del mwranettare e del mwrqpolline dei fiori che visitano. Estraggono il nettare dai fiori grazie alla loro lunga lingua e lo immagazzinano nel loro gozzo. Alcune specie di bombi (per esempio mwrgB. occidentalis e mwsaB. affinis) si comportano in maniera diversa e perforano il fiore alla base della mwsgcorolla per accedere al nettare. In quest'ultimo caso il bombo non viene a contatto con il polline; queste specie ricevono comunque il polline da altri fiori nei quali sono costrette ad una visita normale.

Il mwtapolline è prelevato dai bombi sia in maniera accidentale, quando si stanno nutrendo del nettare e quindi si strofinano vicino ai mwtqpistilli dei fiori che stanno visitando, sia deliberatamente. Si accumula come polvere sul pelo dell'insetto che lo raccoglie poi nelle apposite tasche ai lati delle zampe (cestelle o mwtgcorbicule).

Raccolti nettare e polline, i bombi ritornano al loro nido e li depositano in larghe celle per l'uso della comunità, o in celle chiuse come riserva. A differenza delle mwuaapi i bombi accumulano un'esigua quantità di cibo sufficiente solo per alcuni giorni e sono quindi molto vulnerabili alle carestie. Anche se, dato che sono insetti opportunisti, la carenza di fiori è un problema meno grave di quanto non sia per una colonia di api. Il nettare è stivato dai bombi essenzialmente nella forma in cui è raccolto, a differenza delle api che lo disidratano ottenendo il mwuqmiele. Si presenta dunque molto acquoso e viene raramente consumato dagli uomini.

Il volo

Secondo una mwwaleggenda metropolitana del XX secolo, le leggi dell'mwwqaerodinamica non permetterebbero al bombo di volare per il fatto che non avrebbe una sufficiente superficie alare ed una sufficiente frequenza di battito d'ali per sostenere il proprio peso.

L'origine di tale credenza non è facile da rintracciare con certezza. John McMasters riportò un aneddoto riguardante un anonimo studioso svizzero di aerodinamica, il quale durante una festa eseguì alcuni calcoli approssimativi e concluse, presumibilmente scherzando, che tali equazioni dimostravano l'impossibilità di volare da parte del bombo.cite-ref-2[2] Successivamente, McMasters ha preso le distanze da tale origine, suggerendo che potrebbe esservi più di una fonte e che la più antica che egli fosse riuscito a trovare sarebbe un riferimento in un testo francese del 1934, mwxwmwyaLe vol des insectes (Il volo degli insetti) scritto dall'entomologo Antoine Magnan; in esso, l'autore applica le equazioni relative alla mwyqresistenza dell'aria agli insetti e ne ottiene che il loro volo sarebbe impossibile, ma aggiunge che «non ci si dovrebbe sorprendere del fatto che i risultati dei calcoli non coincidano con la realtà.»cite-ref-3[3]

Così Magnan nell'introduzione a mwzwmwaaLe Vol des Insectes:

(francese)

«Tout d'abord poussé par ce qui se fait en aviation, j'ai appliqué aux insectes les lois de la résistance de l'air, et je suis arrivé avec M. Sainte-Laguë à cette conclusion que leur vol est impossible.»

(italiano)

«Spinto da quanto viene fatto nel campo dell'aviazione, ho applicato agli insetti le leggi di resistenza dell'aria e ho concluso, con il sig. Sainte-Laguë, che il loro volo è impossibile.»

Magnan si riferisce qui al suo assistente, il matematico mwawAndré Sainte-Laguë.

I calcoli che proverebbero l'impossibilità di volare da parte del bombo sono basati su un trattamento lineare semplificato dei mwbqprofili alari mwbgoscillanti. Tale metodo presume oscillazioni di bassa ampiezza senza separazione di flusso; ciò non tiene conto dello mwbwstallo aerodinamico, una separazione del flusso d'aria che induce un ampio mwcavortice al di sopra dell'ala, il quale per breve tempo genera una portanza pari ad alcune volte quella del profilo alare durante il volo regolare. Un'analisi aerodinamica più complessa mostra come il bombo possa volare in quanto le sue ali incontrano uno stallo aerodinamico ad ogni ciclo di oscillazione.cite-ref-4[4]

Anche mwdgJohn Maynard Smith, un noto biologo con una forte preparazione in campo aerodinamico, ha sottolineato come i bombi non dovrebbero riuscire a mantenersi in volo, in quanto necessiterebbero di una quantità di energia eccessiva a causa della loro piccola superficie alare. In realtà, nel corso di esperimenti di aerodinamica con altri insetti lo stesso Smith trovò che la viscosità dell'aria vista dagli insetti, che sono di piccole dimensioni, faceva sì che persino le loro piccole ali potessero muovere un elevato volume di aria, e ciò riduce la quantità di energia necessaria a mantenersi in volo.cite-ref-5[5]

Il ronzio

Un'altra caratteristica tipica dei bombi è il loro ronzio. Il loro volo è piuttosto "rumoroso" e in passato si pensava che il rumore fosse dovuto al battere incessante delle ali dell'insetto. In realtà il ronzio tipico di questo insetto è provocato dalla vibrazione dei muscoli del volo. Questo è possibile grazie al fatto che i muscoli non sono accoppiati alle ali, ma fanno vibrare l'intero addome dell'insetto, caratteristica che i bombi condividono con le api, e che sviluppano inoltre il calore necessario all'insetto per le sue funzioni biologiche: se il bombo ha freddo, "vibra" per riscaldarsi. Questo processo è particolarmente avvertibile nei bombi in quanto questi insetti devono riscaldarsi per poter volare, specialmente in caso di temperature ambientali particolarmente basse; l'interno del loro torace può raggiungere i 30° C.

Distribuzione e habitat

I bombi si possono facilmente trovare nelle zone temperate (nelle zone più calde anche ad elevate altitudini), nelle zone tropicali e alcune sono in grado di resistere a temperature molto basse (mwfwmwgaBombus polaris e mwgqBombus arcticus) e vivere in zone dal clima freddo dove non sono presenti altri tipi di imenotteri. Una delle ragioni per cui ciò è possibile è che i bombi sono in grado di regolare la loro temperatura corporea grazie, anche, al loro meccanismo di "vibrazione" e ad un efficace sistema di raffreddamento per irraggiamento dall'addome (mwgweterotermia). Tali capacità sono state riscontrate anche in alcuni altri mwhainsetti.cite-ref-heinrich-6-0[6]

Status e conservazione

Vista la continua distruzione del loro habitat e la loro sensibilità agli insetticidi e ai fitofarmaci, il numero di questi utilissimi imenotteri è in continuo calo.cite-ref-7[7]

Uso in agricoltura

I bombi sono utilizzati sempre più spesso in agricoltura per l'mwkqimpollinazione di molte piante da frutto e ortaggi. Molto spesso solo i bombi sono in grado di impollinare efficacemente alcune piante, come il pomodoro, che altrimenti risulterebbero molto difficili da impollinare. Sempre più produttori si attrezzano creando appositi spazi nelle serre per ospitare delle arnie di bombi in modo da aumentare la resa della coltivazione. Essendo però i bombi molto sensibili ai fitofarmaci ed agli insetticidi, è necessario utilizzarli in colture dove l'uso di queste sostanze è ridotto al minimo o mancante del tutto.

L'utilizzo dei bombi è limitato all'impollinazione poiché essi, non sopravvivendo all'inverno, accumulano scarse quantità di mwkwmiele e non sono quindi utilizzati per tale produzione.

Tassonomia

Descritto da mwlgPierre André Latreille nel mwlw1802, il genere mwmaBombus comprende oltre 250 mwmqspecie, suddivise in 38 mwmgsottogeneri.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]
Le specie presenti in mwpaEuropa sono:cite-ref-10[10]

B. alpinus (Linnaeus, 1758)
B. argillaceus (Scopoli, 1763)
B. armeniacus Radoszkowski, 1877
B. balteatus Dahlbom, 1832
B. barbutellus (Kirby, 1802)
B. bohemicus Seidl, 1838
B. brodmannicus Vogt, 1909
B. campestris (Panzer, 1801)
B. cingulatus Wahlberg, 1854
B. confusus Schenck, 1859
B. consobrinus Dahlbom, 1832
B. cullumanus (Kirby, 1802)
B. deuteronymus Schulz, 1906
B. distinguendus Morawitz, 1869
B. flavidus Eversmann, 1852
B. fragrans (Pallas, 1771)
B. gerstaeckeri Morawitz, 1881
B. haematurus Kriechbaumer, 1870
B. hortorum (Linnaeus, 1761)
B. humilis Illiger, 1806
B. hyperboreus Schoenherr, 1809
B. hypnorum (Linnaeus, 1758)
B. inexspectatus (Tkalcu, 1963)
B. jonellus (Kirby, 1802)
B. laesus Morawitz, 1875
B. lapidarius (Linnaeus, 1758)
B. lapponicus (Fabricius, 1793)
B. lucorum (Linnaeus, 1761)
B. magnus Vogt, 1911
B. maxillosus Klug, 1817
B. mendax Gerstaecker, 1869
B. mesomelas Gerstaecker, 1869
B. mlokosievitzii Radoszkowski, 1877
B. modestus Eversmann, 1852
B. monticola Smith, 1849
B. mucidus Gerstaecker, 1869
B. muscorum (Linnaeus, 1758)
B. norvegicus (Sparre-Schneider, 1918)
B. pascuorum (Scopoli, 1763)
B. perezi Schulthess-Rechburg, 1886
B. polaris Curtis, 1835
B. pomorum (Panzer, 1805)
B. pratorum (Linnaeus, 1761)
B. pyrenaeus Perez, 1879
B. quadricolor (Lepeletier, 1832)
B. ruderarius (Müller, 1776)
B. ruderatus (Fabricius, 1775)
B. rupestris (Fabricius, 1793)
B. schrencki Morawitz, 1881
B. semenoviellus Skorikov, 1910
B. serrisquama Morawitz, 1888
B. shaposhnikovi Skorikov, 1910
B. sichelii Radoszkowski, 1859
B. soroeensis (Fabricius, 1777)
B. subterraneus (Linnaeus, 1758)
B. sylvarum (Linnaeus, 1758)
B. sylvestris (Lepeletier, 1832)
B. terrestris (Linnaeus, 1758)
B. vestalis (Geoffroy, 1785)
B. veteranus (Fabricius, 1793)
B. vorticosus Gerstaecker, 1872
B. wurflenii Radoszkowski, 1859

Nel territorio italiano sono note 43 specie di mwqwBombuscite-ref-11[11].

Alcune specie

Note

cite-note-11. mwaqgmwaqkRicciarelli D'Albore 2000,mwaqo p. 5.
cite-note-22. mwaq4John H. McMasters, mwaq8The flight of the bumblebee and related myths of entomological engineering, in mwaramwareAmerican Scientist, vol.mwari 77, marzo/aprile 1989, pp.mwarm 146-169. citato in mwarqJay Ingram, mwarumwaryThe Barmaid's Brain, Aurum Press, 2001, pp.mwarc 91–92, mwargISBNmwark 1-85410-633-3.
cite-note-33. mwar8Jay Ingram, mwasamwaseThe Barmaid's Brain, Aurum Press, 2001, pp.mwasi 91–92, mwasmISBNmwasq 1-85410-633-3.
cite-note-44. mwasomwassmwaswBumblebees finally cleared for takeoff, su mwas0news.cornell.edu, mwas4Cornell Chronicle, 20 marzo 2000. mwas8URL consultato il 26 gennaio 2008.
cite-note-55. mwatmmwatqJohn Maynard Smith, mwatumwatyFlight in Birds and Aeroplanes - Science Video, su mwatcvega.org.uk. mwatgURL consultato il 20 giugno 2010.
cite-note-heinrich-66. Heinrich, B. (1981) mwatwInsect Thermoregulation
cite-note-77. mwauamwauemwaui"Sos Impollinatori, Frutta e Verdura a rischio estinzione", su mwaumQuotidiano.net. mwauqURL consultato il 13 febbraio 2021 mwauu(archiviato dall'mwauyurl originale il 13 luglio 2012).
cite-note-88. mwauoCameron S.A., Hines H.M. and Williams P.H, mwausmwauwA comprehensive filogeny of the bumblee bees (Bombus) (mwau0mwau4PDF), in mwau8Biological Journal of the Linnean Society 2007; 91: 161–188.
cite-note-99. mwavmmwavqmwavuBombus, su mwavyHymenoptera Online Database. mwavcURL consultato il 26 ottobre 2011.
cite-note-1010. mwavs(mwavwmwav0EN) mwav4mwav8Taxon details: mwawaBombusmwawe, in mwawiFauna Europaea version 2.6.2, Fauna Europaea Web Service, 2013. mwawmURL consultato il 26/10/2011.
cite-note-1111. mwawcF. Intoppa, M.G. Piazza, G. Bolchi Serini e M. Cornalba, mwawgmwawkI bombi, guida al riconoscimento delle specie italiane (mwawomwawsPDF), Bologna, CRA - Unità di ricerca di Apicoltura e Bachicoltura, 2009, p.mwaww 12.

Bibliografia

• citerefmichener-2000Michener C.D., The Bees of the World, Johns Hopkins University Press, 2000, ISBN 0-8018-6133-0. URL consultato il 10 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2011).
• citerefricciarelli-d-albore-2000Ricciarelli D'Albore G., Intoppa F., Fiori e api. La flora visitata dalle api e dagli altri apoidei in Europa (PDF), Bologna, Calderini Edagricole, 2000, ISBN 978-88-206-4613-4.
• "Bees." mwaxiWorld Book Encyclopedia. 1998 ed.
• Hasley, William D. "Bees." mwaxqCollier's Encyclopedia. 1990 ed.
• Abbott, Carl, and Bartlett, John. "Bumble Bees." mwaxyEncarta Encyclopedia. 2004 ed.
• Freeman, Scott. mwaxgBiological Science. New Jersey: Upper Saddle River, 2002.
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• mwaxwWilliams, P.H., Phylogenetic relationships among bumblebees (Bombus Latr.): A reappraisal of morphological evidence (PDF), in Systematic Entomology 199419: 327-344.

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Collegamenti esterni

• mwayehttp://www.bombus.it/index.php
• mwaymhttp://www.nhm.ac.uk/research-curation/research/projects/bombus/